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Cose scritte

Questo Tumblr in parte è memoria e trascrizione di tutte le cose che ho scritto tra il 2000 (circa) e il 2006 (credo) e in parte proverò a scrivere qualcosa di nuovo di nuovo. Qualche citazione e reblog sarà inevitabile. Tutti i miei testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported. Licenza Creative Commons
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hotelmessico:

Le tue braccia siano cerotto, le tue lacrime aspirina, i tuoi capelli garze, le tue unghie aghi, il tuo alito terme, la tua fica ambulatorio, il mio desiderio la malattia.

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(via el-hereje)

Ho fatto tutta la serata ad aspettare di andarmene, e quando me ne sono andato alla fine sarei rimasto.

o sono tutti in giro o sono tutti a letto. E comunque ciò mi sta sul cazzo.

Ho la capacità di restare impassibile di fronte a delle cose sconvolgenti, oppure struggermi per cose banali. Posso diventare freddo e scostante, disinteressato e indifferente, ricercare le parole che potrebbero ferirti di più, che feriscono nel profondo. Non ferite da poco, ma quei tipi di ferite che non si sanano più. Oppure essere quella persona dove puoi riporre tutto te stesso, nella quale credi fermamente. Quella persona che sorride sempre, e strappa un sorriso anche a te quando ne hai bisogno. Pensate che avere a che fare con me sia facile? Io sono insopportabile, sono un disastro. Sono talmente difficile da non capirmi, talmente forte che nemmeno io saprei come distruggermi. Credete che sia facile entrare nel mio cuore? Le distruzioni sono state la mia rinnalzazione. Mi distruggo e mi rialzo.
Amereste un disastro?
Psycopathic (via cercami)

(via riflessodivalentina)

Hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi.
Italo Calvino - Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979)

(Fonte: italocalvinoblog, via curiositasmundi)